Il decreto “milleproroghe” disattende le speranze dei giornali destinatari dei contributi pubblici
In questi giorni la stampa cosiddetta “libera” (perché non di governo) ha subito un duro colpo con l’approvazione al Senato del decreto “milleproroghe” – con 160 voti favorevoli, 119 contrari e 2 astenuti – che, di fatto, priva le cooperative editoriali e i giornali senza fini di lucro dei contributi promessi.
La questione dei finanziamenti pubblici [...]
Solo il 53% degli italiani utilizza Internet ad alta velocità, tra gli ultimi delle classifiche europee per la diffusione del WiFi
Nella legge Finanziaria 2001 approvata dal Parlamento, gli emendamenti che riguardavano i finanziamenti da destinare alla banda larga sono stati ancora un volta bocciati, nonostante il 15 novembre il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, avesse affermato che: «la banda larga è un investimento prioritario per il Paese» e assicurando che «prima della fine dell’anno porteremo in approvazione e finanzieremo la banda larga».
Bocciatura che di qui a qualche anno creerà un ulteriore gap nello sviluppo di nuove forme di comunicazione.
L’Italia non occupa una buona posizione in classifica se guardiamo gli altri paesi dell’UE, dove molto spesso ci posizioniamo al di sotto della media. Sono poco più della metà, infatti, le famiglie italiane con accesso a internet, e molte di meno quelle che posseggono una connessione a banda larga.
Questi dati allarmanti, emersi dalle analisi fatta da Eurostat nel 2009, indicano come nei 27 Stati membri una persona su due navighi ogni giorno sul web, mentre tra i giovani la proporzione sale a uno su tre.
Per la prima volta una donna lesbica diventa sindaco di una delle città più conservatrici degli Stati Uniti
Certamente non è il primo sindaco donna degli Stati Uniti. Né è il primo personaggio politico del mondo dichiaratamente omosessuale (si pensi, ad esempio, al ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle).
La notizia vera, infatti è che Annise Parker è il nuovo sindaco, dichiaratamente lesbica, della città di Houston, grande metropoli e principale città del Texas, [...]
Sempre più forte la possibilità di un ritorno al nucleare in Italia con la costruzione di 10 nuovi reattori, come proposto dal ministro Scajola
Vi sentireste sicuri con Mr. Burns capo della centrale nucleare nella vostra città ed Homer Simpson addetto alla sicurezza?A Springfield si, o almeno in quella dei cartoni animati, ma qui da noi? Poniamo la domanda diversamente: vi sentireste al sicuro con il nucleare in Italia?
L’argomento è tornato ad essere affrontato con vigore dopo che l’attuale maggioranza di Governo ha, con il Ministro per lo Sviluppo Economico Scajola, proposto la costruzione di 10 nuovi reattori. L’ obiettivo è quello di ridurre le emissioni di gas serra, di far diminuire la dipendenza energetica dell’ Italia e, di seguito, anche il costo dell’energia.
Questo è solo l’ultimo dei dibattiti che nel nostro Paese hanno riguardato il nucleare. Una risorsa tanto importante ma tanto pericolosa, che preoccupa l’ opinione pubblica e che divide gli esperti. Ma qual è stato il percorso del nucleare nella penisola?
Tagli per 7,3 milioni di euro alla scuola italiana.
Confermati i tagli alla scuola pubblica previsti dalla riforma del Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Tutti i paesi europei puntano sull’istruzione, sulla formazione e sulla ricerca, noi, invece facciamo sempre più passi indietro verso una scuola inefficiente e ridotta ai minimi termini.
7,3 milioni di euro: questa la cifra alla quale la scuola italiana dovrà rinunciare secondo la Manovra Finanziaria del 2010-2011.
Per buttare fumo negli occhi degli studenti, delle loro famiglie e degli italiani in generale, la Gelmini assicura che un quarto delle entrate derivanti dallo scudo fiscale saranno utilizzati per garantire libri di testo gratuiti alla scuola primaria e cedole librarie alle superiori.
Aperto il tavolo delle trattative tra le super potenze mondiali, anche se si aspetta l’ultima parola del Presidente degli Stati Uniti Obama
Il vertice climatico del 2009 tenutosi a Copenaghen, passerà alla storia per aver, dopo lunghe battaglie, consegnato ai posteri una sorta di ”carta dei diritti della terra”. Non mancano lotte e scontri tra i paesi industrializzati e i governatori dei paesi emergenti per adottare una politica eco-mondiale e salvare il pianeta.
Cosa resta della libera informazione italiana? Conflitti di interessi, fondi per l'editoria ed attacchi a mezzo stampa, ecco perché siamo ultimi in Europa
Parlare di libertà di stampa di questi tempi è un po’ un guardare in un buco nero: vi si concentra praticamente di tutto. Sicuramente ottima parte della storia recente d’Italia passa per le sue tv, i suoi giornali e le posizioni che si sono create nel ventennio a cavallo tra la fine della prima Repubblica e la risicata vita della seconda. Sta succedendo molto: abbastanza da scrivervi un romanzo più che un articolo: su tutto aleggia “L’anomalia italiana”, quella situazione per cui la più grande casa editrice del paese e il colosso dei media televisivi sono di proprietà del Presidente del Consiglio. Un fatto che già crea problemi: è una falla nel sistema democratico. Eppure la questione del conflitto di interessi sembra da anni ormai un argomento fuori moda.
Corrado Gabriele ripristina lo sconto studenti
Trentamila studenti della Regione Campania sono rimasti senza abbonamento. Il Consorzio UnicoCampania, che ogni anno riceve ingenti finanziamenti dall’Ente Regionale per applicare tariffe di favore ai giovani che si spostano in città per studiare, decide di tagliare queste spese morte.
Il motivo? Il Consorzio denuncia di non aver ricevuto ancora i fondi regionali. Ma l’Assessore all’Istruzione, Corrado Gabriele, garantisce che la Regione Campania ha pronto il capitolo di spesa per finanziare il servizio.