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Speciale Sorteggi Mondiali: il Sud Africa è sempre più vicino | Avanguardie.info
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Venerdì, 12 Marzo 2010


Mondiali 2010: Speciale Sorteggi

Sud Africa sempre più vicino. Gli otto gironi del Campionato Mondiale 2010 al microscopio
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mondiali di calcio 2010

Da Cape Town, oggi 10 dicembre 2009 a Johannesburg, l’11 giugno 2010. Ora è più ufficiale che mai: 7 mesi ci separano al diciannovesimo Campionato del Mondo di Calcio FIFA.

Il sorteggio si è appena concluso nella capitale del Sud Africa, primo paese africano ad ospitare la competizione calcistica più prestigiosa.

Presieduto dalla bellissima attrice di nascita sudafricana, Charlize Teron, è stato un vero e proprio show introdotto da un sentito discorso di Nelson Mandela. L’obiettivo, ben riuscito, era di presentare come una grande festa un evento essenziale per la vita non solo sportiva, ma anche economica del paese in via di maggior sviluppo del continente africano.

Ed è un sorteggio che ha sorriso agli azzurri. I campioni del mondo in carica hanno avuto dalla sorte un trattamento di favore, pescando dalle urne squadre potenzialmente abbordabili: Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia.

Esordio il 14 giugno a Cape Town contro i sudamericani. E attenzione agli slovacchi, squadra di Marek Hamsik: un match che sarà particolarmente sentito per i tifosi napoletani, che si dovranno dividere tra la fede azzurra e il loro idolo.

Ma vediamo nel particolare gli 8 gruppi:

Gruppo A: Sud Africa, Messico, Uruguay, Francia

Fortunata la Francia: dopo l’esclusione dalle teste di serie per il famigerato fallo di mano di Henry contro l’Irlanda, l’urna la favorisce facendola capitare nel gruppo dei padroni di casa. Un caso che tutto sommato giova all’equilibrio generale.

Ma non sarà un girone facile per Domenech e soci: se il Sud Africa appare un avversario abbordabile (due sole participazioni senza risultati esaltanti), altrettanto non si può dire per Messico e Uruguay; squadre di grande esperienza e che hanno sempre detto la loro nelle competizioni internazionali.

I messicani non sono quelli del periodo d’oro di Hernandez e Blanco, ma sono una squadra giovane con gioiellini come il ventenne Carlos Vela dell’Arsenal.

L’Uruguay è una squadra in crescita: dopo aver quasi eliminato l’Argentina, ma aver faticato nello spareggio Concafac/Conmebol contro la Costa Rica, si prepara ad alternare giocatori già noti come il centravanti Diego Forlan, con futuri protagonisti del mercato europeo, come la punta dell’Ajax Luis Suarez e il mediano napoletano Walter Gargano.

La domanda è se gli “enfats terribles” Benzema e Gourcuff, accompagnati da vecchi gladiatori come Henry, Gallas e Ribery riusciranno a superare i problemi che hanno avuto per tutto l’ultimo biennio della guida Domenech, criticata spietatamente in patria.

Gruppo B: Argentina, Nigeria, Corea del Sud, Grecia

L’Argentina non può certo aspettarsi di passare notti tranquille, per quanto il gruppo sembra ampiamente alla sua portata. Il rischio principale per i biancazzurri di Diego Armando Maradona è dato da loro stessi.

Riuscirà l’ex campione del mondo a colmare le lacune tattiche che i suoi ragazzi hanno mostrato, specialmente in difesa? Ma campioni assoluti come Mascherano, Tevez, Aguero e il neo-pallone d’oro Lionel Messi non possono che far pensare a una delle grandi protagoniste del mondiale, contando che anche in panchina il livello rimane altissimo, grazie a giocatori del livello di Diego Milito (fin troppo poco considerato da Maradona), Di Maria e il napoletano Lavezzi.

La Nigeria fino a qualche anno fa sembrava avviarsi ad essere la nuova grande realtà del calcio mondiale. In realtà dagli ottimi anni novanta l’evoluzione è rallentata, ma rimane una squadra pericolosa, grazie alla velocità e alle buonissime capacità tecniche dei suoi giocatori, molti dei quali passati per il campionato italiano. Come Oba-Oba Martins, ex-Inter accasatosi in Germania al Wolfsburg campione nazionale in carica.

La Corea del Sud e la Grecia sono due possibili sorprese. Gli asiatici sono stati gli unici non europei o sud-americani ad arrivare nelle prime 4 di un mondiale (nonostante le mille polemiche del “maledetto” mondiale 2002): ora è una squadra che gioca un calcio veloce, anche se pare un gradino più in basso di 8 anni fa.

La Grecia è una mina vagante. Alla seconda partecipazione al mondiale, negli occhi di molti rimane il clamoroso europeo vinto nel 2004. L’intelaiatura della squadra è rimasta la stessa, anche se l’età inizia a farsi sentire.

Gruppo C: Inghilterra, USA, Algeria, Slovenia

Sorride anche Fabio Capello per un sorteggio decisamente favorevole. Gli inglesi quest’anno partono più sicuri che mai. Con il coach italiano hanno superato il trauma della mancata qualificazione agli europei, ed oggi appaiono più in forma che mai.

Una squadra piena di stelle assolute: Lampard, Gerrard, e Rooney, le colonne rispettivamente di Chelsea, Liverpool e Manchester United fanno impressione a vederli insieme, e unito al solido gioco di Capello abbiamo una delle favorite numero uno. Se la dovranno vedere con gli Stati Uniti, il cui calcio è in continua crescita grazie a giocatori come Donovan e Altidore, reduci da una Confederation Cup da grandi protagonisti, persa solo negli ultimi minuti col Brasile.

Più difficile il lavoro per Algeria e Slovenia. Gli africani, dopo il drammatico spareggio con l’Egitto (giocato in campo neutro in Sudan in un clima da guerra civile), cercheranno di far valere l’esperienza europea di molti loro giocatori, tra cui gli “italiani” Meghni (Lazio) e Ghezzal (Siena).

La Slovenia è riuscita a qualificarsi ai danni di squadre più quotate come Repubblica Ceca e Polonia, e soprattutto battendo agli spareggi, grazie alle reti fuori casa, la quotatissima Russia di Hiddink. Un risultato notevole da confermare in terra africana, e che dopo il ritiro del campione storico Zlatko Zahovic, testimonia l’ottimo lavoro del selezionatore Matjaz Kek.

Gruppo D: Germania, Australia, Serbia, Ghana

Il primo dei gironi di ferro è capitato alla Germania. Joachim Low avrà il suo bel daffare per portare in alto una rosa sempre di altissimo livello, ma che vive anche una fase di rinnovamento: sarà interessante vedere se giovani come i neo-campioni d’Europa under-21 Marin e Ozil si aggregheranno bene al gruppo tedesco: una squadra che fa della coesione e della strapotenza tecnico-fisica di campioni come Ballack, Schweinsteiger, Podolski e Klose il suo punto cardine.

Cercheranno di spodestare i tedeschi in primis la Serbia di Dejan Stankovic, squadra più temuta dal presidente federale Abete alla vigilia del sorteggio. E non deve stupire: parliamo della squadra che ha relegato al secondo posto la Francia nel girone di qualificazione.

Un mix di giocatori di alto livello internazionale. Oltre a Stankovic troviamo i difensori Vidic del Manchester United e Ivanovic del Chelsea, nonchè ottimi giovani come il terzino Obradovic del Saragozza e l’ex Fiorentino Kuzmanovic. Una possibilissima sorpresa.

Il Ghana è una delle forze in maggior crescita del calcio africano. Al suo secondo mondiale, dopo lo storico ottavo di finale del 2006, è una delle più tipiche squadre del proprio continente: forza fisica da vendere, una buonissima capacità tecnica ma un’attenzione tattica ancora da affinare. E non è da escludere che giocatori “europei” come Appiah (Bologna), Muntari (Inter) e la grande stella Michael Essien (Chelsea) siano in grado di farle superare questo difetto.

A chiudere il girone c’è l’Australia, fresca della prima qualificazione da squadra asiatica, dopo il passaggio di federazione per l’ingiustizia dello spareggio fisso con l’ultima sud-americana. I Socceroos, sotto la guida dell’olandese giramondo Pim Verbeek, saranno guidati in campo dalle stelle Kewell e Cahill, cercando di imporre il loro calcio fatto di corsa e fisicità ai più quotati avversari.

Gruppo E: Olanda, Danimarca, Giappone, Camerun

L’Olanda, entrata in extremis tra le teste di serie dopo aver dominato il suo girone di qualificazione (8 vittorie su 8), si trova a giocarsi il mondiale in un girone tutto sommato equilibrato. Farà probabilmente da spartiacque nella lotta al secondo posto.

É un girone da tenere d’occhio, in quanto ne uscirà la possibile avversaria per l’Italia agli ottavi di finale. Gli olandesi ce li ricordiamo bene dall’ultimo europeo, in cui ci liquidarono con un secco 4-0.

Finita l’era di Van Nistelrooy, la sua eredità è in mano a Robin Van Persie, attaccante dell’Arsenal al pieno della sua maturità fisico-tecnica. A supportarlo una squadra basata come sempre su un calcio veloce e spettacolare, grazie a interpreti dalle capacità tecniche eccelse, come Robben, Snejder e Van der Vaart; potrebbe ritagliarsi spazi importanti il milanista Klas-Jan Huntelaar, se riuscirà a prender quota dopo la recente doppietta in campionato.

Anche la Danimarca ha ben figurato nelle qualificazioni, vincendo il suo girone ai danni del quotatissimo Portogallo. É una nazionale che fa da sempre un tipico calcio nordico, arcigno in difesa e capace di colpire seccamente in attacco grazie ad ali veloci e centravanti di caratura.

Attenzione al giovane dell’Arsenal Niklas Bendtner. Non vive un periodo felice nell’Arsenal, ma difficile pensare che Morten Olsen se ne privi.

Il Camerun è storicamente la forza numero uno del calcio africano, col suo calcio veloce e spettacolare. Sarà difficile confermarsi anche quest’anno, dato l’alto livello delle avversarie, ma le possibilità di qualificazione rimangono alte grazie a un campione assoluto come l’interista Samuel Eto’o e una serie di giocatori abituati al calcio europeo, come Makoun del Lione, Emana del Betis e Song dell’Arsenal.

Non va sottovalutato il Giappone: è un movimento calcistico che cresce a vista d’occhio, e i cui giovani sembrano appetire molti grandi club europei. Si parla tra gli altri di Morimoto del Catania, che potrà disporre degli ottimi assist dell’ex reggino Nakamura.

Gruppo F: Italia, Paraguay, Nuova Zelanda, Slovacchia

Ed eccoci al gruppo degli azzurri. Sorrideva Lippi al termine della lotteria delle urne, e di certo non gli si può dar torto. Senza mai sottovalutare gli avversari, sono tutte squadre contro cui possiamo essere solo noi a complicarci la vita.

L’avversario più pericoloso è di certo il Paraguay. Habituè della rassegna mondiale, dopo l’esaltante qualificazione prima dell’Argentina, è una squadra solida in difesa e dal centrocampo arcigno, ma che ha anche individualità pericolose in attacco. La stella è Roque Santa Cruz: il giocatore del Manchester City è uno che ha segnato molto ovunque abbia giocato, e la nazionale non fa eccezione.

La Slovacchia ha uno dei più giovani capitani nel calcio mondiale. É la stella del Napoli Marek Hamsik, già leader nel suo paese, anche se non ancora altrettanto decisivo come in Italia. Qualificatasi clamorosamente prima nel girone con Repubblica Ceca, Polonia e Slovenia, gioca un calcio quasi scolastico fatto di difesa arcigna, gioco sulle fasce e centrocampisti che fanno bene entrambe le fasi. Da tenere d’occhio.

Difficile farsi spaventare dalla seconda partecipazione della Nuova Zelanda. Gli All Blacks hanno ben poco da spartire coi corrispettivi del rugby se non il colore della maglia. L’importante è non sottovalutarli: si rischia di dover inseguire come nella vittoria 4-3 della scorsa estate. Era solo un’amichevole, ma non si sa mai.

Gruppo G: Brasile, Corea del Nord, Costa d’Avorio, Portogallo

Più che un gruppo una serie di death match: il vero girone infernale del mondiale ci annuncia subito che una tra Brasile, Costa d’Avorio e Portogallo dovrà abbandonare presto la competizione. Senza escludere, per quanto improbabile, un tentativo di inserimento di una Corea del Nord che non ha niente da perdere.

I Pentacampeones del Brasile sono subito tra i grandissimi favoriti, attenti in difesa e imbattibili nel palleggio e nel gioco in velocità. Dunga è riuscito a superare la massa di critiche dei primi tempi della sua gestione con grandi risultati; e d”altronde la Seleçao può attingere a un grandissimi campioni, Kakà e Robinho su tutti, permettendosi di lasciar fuori un giovane fenomeno come Pato.

Ma non sarà facile contro il Portogallo: i lusitani in ogni competizione arrivano vicini al vertice. Finalisti all’Europeo 2004, quarti all’ultimo mondiale, cercheranno di portare il primo grande trofeo nella loro bacheca sotto la spinta della loro grande stella: quel Cristiano Ronaldo intorno alla cui forma ruotano le speranze di un’intera nazione.

Si tratta di una squadra comunque completa in ogni reparto, con difensori di esperienza come Carvalho, un Deco rinato al Chelsea con la cura Ancelotti, e molti uomini di classe, quali Nani, Simao e Joao Moutinho.

La Costa d’Avorio non è fortunata: dopo essere stata eliminata nel 2006 nel “girone della morte” contro Argentina, Olanda e Serbia-Montenegro, ci riprova quest’anno contro avversari di simile livello. La squadra avrà dalla sua l’esperienza dello scorso mondiale, il primo per loro, e la coscienza di essere la nazione con la più impressionante crescita calcistica in Africa. E non stupisce osservando la rosa dei possibili titolari; spicca su tutti Didier Drogba, la macchina da gol del Chelsea, accompagnato da nomi di spicco in tutto il calcio europeo: Ebouè dell’Arsenal, i fratelli Tourè del Manchester City e del Barcellona campione d’Europa, Kalou, sempre del Chelsea. Velocità, potenza e tecnica per una nazionale che potenzialmente può arrivare ovunque.

Sembra già una vittima sacrificale la Corea del Nord, la cui ultima partecipazione risale al famigerato dentista Pak-Doo-Ik, che eliminò l’Italia nel lontano 1966. È con la Nuova Zelanda la vera “cenerentola” del mondiale, composta quasi esclusivamente da giocatori che militano nel campionato nord-coreano.

Gruppo H: Spagna, Svizzera, Honduras, Cile

Veniamo all’ultimo gruppo, quello della Spagna campione d’Europa. Come Lippi, anche il CT Del Bosque ha avuto modo di sorridere al termine delle urne: avversari di buon livello, ma niente che debba riuscire a impensierire la squadra forse più completa di questa competizione.

Non manca niente alle Furie Rosse, solide in difesa con Puyol, Sergio Ramos, Piquè e tanti altri, addirittura stratosferica a centrocampo, dove un fenomeno come Fabregas fatica a trovare posto, chiuso dal cardine del Barcellona dominatore d’Europa: un Xavi ai vertici della sua carriera e quell’Iniesta di cui si parla sempre troppo poco, ma che forse è il più forte centrale di centrocampo al mondo. Il tutto completato da un attacco dove Torres fa il fenomeno da quando aveva 12 anni e Villa ha una media di più di mezzo gol a partita.

La prima a contrastare il predominio spagnolo sarà la Svizzera di Hitzfeld. Squadra tosta, forte fisicamente e dalla difesa arcigna, avrà nel giovane Derdyok e nella stella Frei i terminali offensivi più pericolosi, coadiuvati dall’italo-svizzero Barnetta che aumenterà il tasso tecnico. Sarà interessante osservare le prestazioni dei molti “italiani” nella nazionale a noi più vicina, su tutti gli svizzero-turchi Inler e Dzemaili, rispettivamente di Udinese e Parma.

Il Cile è un’altra di quelle squadre sudamericane spesso presenti al mondiale, ma mai capace di ottenere grandi risultati. Ci proverà quest’anno con una nazionale giovane, forse un po’ inesperta ma dall’alto tasso tecnico, in cui spicca il bomber Humberto Suazo, e soprattutto l’udinese Alexis Sanchez, dal quale si attende la definitiva esplosione nel calcio che conta.

Ultima nazionale rimasta è l’Honduras; alla sua seconda partecipazione (la prima nel 1982), i centro-americani cercheranno di mettersi in mostra sfruttando la velocità dell’interista David Suazo. E chissà che non venga convocato ancora convocato l’ormai 36enne Carlos Pavòn, bomber di sempre nella sua nazionale, ma vecchio incubo dei tifosi del Napoli.

Italia mia, quanto lontano puoi arrivare?

Così, il 14 giugno 2010 comincerà al Green Point Stadium di Cape Town contro il Paraguay l’avventura dell’Italia in questo mondiale. Si prospetta una competizione appassionante equilibrata, con un livello delle squadre, soprattutto africane e asiatiche in crescita, e che potrebbe portare non poche sorprese.

Cosa aspettarsi dall’armata di Lippi? Il CT ha deciso di utilizzare la stessa tattica vincente di 4 anni fa: un gruppo saldo e affiatato, che unisce spirito di sacrificio all’esperienza mondiale di giocatori che possono cambiare la partita in qualsiasi momento, sotto un’impostazione tattica attenta e molto all’italiana.

Tutto questo aspettando a marzo la risposta di un Totti che paradossalmente potrebbe essere in condizioni migliori di 4 anni fa, quando era appena tornato dal terribile infortunio alla caviglia destra.

Certo, ci si chiede se i senatori riusciranno ad essere fenomenali come nel trionfo di Berlino. Sia Pirlo che Cannavaro hanno superato in abbondanza la trentina, per non parlare di un Gattuso ormai alle prese con troppi problemi fisici. Persino Buffon soffre gli acciacchi dell’età.

Certo, c’è stato un ricambio, e sarà importante che un De Rossi molto più maturo prenda in mano le chiavi del centrocampo. Inoltre Gilardino a Firenze si è rigenerato, e si aspetta da Liverpool un Aquilani che se tornasse in forma diventerebbe subito un giocatore chiave.

Il sottoscritto è dell’idea che Cassano avrebbe fatto decisamente bene alla nazionale, ma la diatriba giornalistica è andata avanti per troppo tempo, finendo per danneggiare il giocatore stesso. Ma le prospettive potranno diventare comunque interessanti: il girone è potenzialmente un vantaggio (per quanto Lippi abbia già messo le mani avanti, mostrandosi neutrale con un “siamo nè soddisfatti, nè dispiaciuti”), così come paradossalmente il “rischio” che il nostro campionato viva momenti bui nelle coppe europee: significherebbe per i giocatori arrivare in Sud Africa con meno minuti nelle gambe, cosa che per una nazionale di esperienza sarebbe un bene.

Balotelli? C’è un campionato intero per pensarci. Possibilità di vittoria finale? Bisognerà vedersela sicuramente con corazzate come Inghilterra, Spagna, Argentina e Brasile, ma da bravi tifosi, pensiamo che possiamo farcela. Ed è così che ci rendiamo conto che la lunga strada verso la coppa del mondo è già iniziata.

Le partite degli Azzurri:

Italia – Paraguay \ Cape Town, Green Point Stadium: Lunedì 14 giugno 2010, ore 20.30

Italia – Nuova Zelanda \ Nelspruit, Mbombela Stadium: Domenica 20 giugno 2010, ore 16.00

Italia – Slovacchia \ Johannesburg, Ellis Park Stadium: Giovedì 24 giugno 2010, ore 16.00

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