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Venerdì, 12 Marzo 2010


Un papello di Cosa Nostra e una lettera a Berlusconi

Il papello della mafia: le richieste di Totò Riina allo Stato per mettere fine alla serie di stragi. Prova dei rapporti tra Mafia e Governo?
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Berlusconi e il papello

In Italia si fa un gran parlare di Puttanopoli. Per meglio dire, se ne faceva un gran parlare, poi Napolitano ha dichiarato lo stato di silenzio su tutti i fatti riguardanti la vita dissoluta e depravata dal Premier.

Quello che telegiornali e quotidiani hanno cercato di tenere in ombra è qualcosa di inquietante e pericoloso: i rapporti tra Berlusconi e la Mafia. Lo si apprende da Travaglio e da qualche sparuto articolo comparso su testate nazionali. La Mafia scrisse una lettera al Cavalliere, intimandogli che se non avesse ceduto una delle sue televisioni all’organizzazione criminale, si sarebbe verificato un luttuoso evento.

La lettera dello scandalo mancato è stata ritrovata tra le carte di Vito Ciancimino, il sindaco mafioso di Palermo. Suo figlio è agli arresti e oggi ha dichiarato di voler consegnare alle forze dell’ordine il famigerato “papello di Riina“.

Questo misterioso documento viene ricercato da anni. Vi sarebbero scritte le richieste di Totò Riina allo Stato per mettere fine alla serie di stragi che contrassegnarono i primi anni Novanta in Italia. Un documento che conterrebbe la prova degli stretti rapporti tra Mafia e Governo.

La lettera indirizzata a Berlusconi e la “redenzione” di Ciancimino jr. sono da mettere in relazione. Probabilmente, ad indirizzare le poco velate minacce al Presidente di Arcore fu il capo dei capi Provenzano.

Le richieste che il boss avanzava erano chiare. Mettere a disposizione della Mafia una rete televisiva Fininvest per evitare che – come emerge da alcune intercettazioni di Berlusconi – la testa di Piersilvio venisse recapitata ad Arcore, mentre il suo corpo esposto a Piazza del Duomo.

Insomma, dato che Piersilvio è ancora tra noi, evidentemente la Mafia ebbe quello che voleva? Come fa notare Travaglio, negli anni successivi alle stragi, le Tv del Cavalliere diedero addosso al Pool Antimafia. Che venne ridotto a brandelli dall’azione congiunta di media e istituzioni.

Ora, il vice di Berlusconi, cofondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri viene processato in appello per associazione mafiosa – dopo essere stato condannato a nove anni di reclusione. Miracolosamente, la lettera che tutti credevano scomparsa riemerge tra gli elementi sequestrati anni fa a Ciancimino.

Provenzano utilizzava Ciancimino e Dell’Utri per arrivare a Berlusconi? Mentre succede tutto questo, il figlio di Ciancimino si dice disposto a consegnare il Papello. Che ci sia un legame?

Nel ‘94 le stragi di Mafia terminarono di colpo. Nessuno seppe perché. Nello stesso periodo, nasceva Forza Italia. Quello che Provenzano scrive nella lettera – e che nessuno ha riportato – non sono solo minacce. Il Boss di Cosa Nostra, in cambio di una televisione Fininvest, promette un consistente appoggio elettorale.

A questo punto, possiamo ipotizzare che le richieste del Papello siano state tutte esaudite da chi prese il potere nel ‘94? Possiamo pensare che, oggi, in Parlamento siedono dei mafiosi? Possiamo anche ipotizzare che il Presidente del Consiglio italiano abbia avuto rapporti con la Mafia?

A queste domande, risponderanno i processi. Ma, in un paese civile, queste domande non dovrebbero nemmeno porsi. Non dovrebbero esistere dubbi sulla moralità di chi governa la nazione.

Tratto da: alternativeperilsocialismo.org

Foto: Lorenzo Pierini

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