Diventa fan su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Friendfeed I nostri video su Youtube Le nostre foto su Flickr Le nostre inchieste su Current Tv
Martedì, 09 Febbraio 2010



Nucleare in Italia: in attesa di Cernobyll

L'Italia costruirà nuove Centrali Nucleari per produrre energia elettrica violando il referendum popolare del 1987. Paura per terremoti e malattie tumorali.

Esplosione atomica

Esattamente ventidue anni fa gli italiani votarono un referendum circa la possibilità di costruire in Italia centrali atomiche. Quasi il 79% della popolazione espresse la propria contrarietà a tale possibilità.

Forse influenzati dalle vicende di Chernobyl o forse motivati da un reale buon senso, nel 1987 gli italiani optarono per il No al nucleare. La volontà del popolo espressa in maniera così chiara sembra essersi perduta nel corso degli anni a seguire: il Premier Berlusconi  ha firmato qualche giorno fa un accordo con il presidente francese Nicolas Sarkozy nel quale si prevede la costruzione di centrali nucleari in Italia, in collaborazione con la Francia ed in beffa alla volontà del popolo sovrano.

Ora la Francia con grande generosità si apre a noi” – queste sono le parole di commento del nostro presidente all’avvenuta formalizzazione del contratto stipulato con la Francia.

Forse l’aggettivo giusto per qualificare la Francia sarebbe stato furba più che generosa: come è noto, le aziende francesi che costruiscono centrali nucleari sono in grande crisi economica e finanziaria; crisi originata dal fatto che nessun Paese al mondo, eccezion fatta per Finlandia e Bulgaria, intende più costruire centrali per generare elettricità con una tecnologia che è ormai anacronistica e, per giunta, considerata dannosa per la salute e l’ambiente.

Quale paese migliore della nostra penisola poteva ospitare senza troppe costrizioni legali ed opposizioni la venuta delle centrali nucleari capaci di sollevare da un eventuale crak le centrali francesi che avrebbe indubbiamente gravato sull’intera economia francese? L’Italia era la scelta migliore, se non l’ unica.

Berlusconi ha in progetto di ideare quattro centrali nucleari nel nostro paese. La prima centrale risulterebbe ultimata nel 2020. Ma se si tiene semplicemente conto del fatto che il costo dell’Uranio - sostanza rara e molto più costosa dello stesso Petrolio – secondo stime recenti si quadruplicherà, e se si tiene conto dell’imminente esaurimento di questo elemento “naturale” entro il 2040/2050, risulta evidente che stiamo per investire il nostro denaro/futuro nella costruzione di orrori destinati al fallimento.

Oltre all’elargizione di ingenti quantità di denaro, il premier sembra non aver dato importanza alla scelta delle città che ospiteranno le centrali. Gli impianti dovranno essere EPR, tecnologia che richiede una morfologia territoriale ben precisa: zone poco sismiche, stabili e possibilmente nei pressi di grandi bacini d’acqua non a rischio inondazioni. Soprattutto, zone scarsamente popolate.

In pratica, luoghi che in Italia non esistono – la nostra penisola è su una delle placche tettoniche a più elevato rischio sisma del mondo.

Se Stati Uniti, Giappone, e parte dei paesi europei tra cui Gran Bretagna e Spagna, hanno preferito non aderire al nucleare un motivo ci dovrà pur essere. Probabilmente questi paesi hanno capito, contrariamente all’Italia, che al nucleare sono connessi molti interrogativi non ancora risolti. Si andrebbe infatti incontro al problema del deposito delle scorie ( un problema non indifferente per un Paese come il nostro, con fortissima presenza di malavita organizzata specializzata proprio nello smaltimento illegale di rifiuti tossici, che non riesce a smaltire nemmeno i rifiuti ordinari) e della sicurezza relativa a possibili incidenti di percorso.

Ancora una volta quindi è l’Italia ad andare in controtendenza ed indubbiamente contro gli stessi interessi dei cittadini. A decidere chi, come e dove costruirà le centrali nucleari saranno Berlusconi e alcuni ministri. Nessun altro, nessuna indipendenza.

Una scelta controtendenza, dato che la International Energy Agency stima che entro il 2030 ci sarà una riduzione del 12% del ricorso al nucleare.

Ma è vero che il nucleare salverà l’Italia dalla dipendenza energetica, come spaccia il Governo?

Dato che la tecnologia è d’importazione francese possiamo confrontarci con i risultati del governo Sarkozy. La Francia vende energia nucleare all’Italia soltanto di notte, di giorno è costretta a comprarla dalla Germania. Quindi il nucleare qui non ha risolto nulla.

Il nucleare non è miracoloso, ma utilizza come combustibile l’uranio. Questo minerale radioattivo è più raro del petrolio ed in mano a pochi paesi, che lo vendono a caro prezzo. Altro che indipendenza, diventeremo schiavi degli speculatori. Carlo Rubia sostiene che il prezzo dell’uranio raggiungerà i 500 dollari a libbra, facendo crescere vertiginosamente i costi del nucleare.

Il nucleare riuscirà a soddisfare soltanto il 4,5% del fabbisogno elettrico dell’Italia. Se pensiamo che, investendo nel risparmio energetico per rendere le case a basso consumo, si avrebbe un aumento della disponibilità energetica del 4%, si capisce che la scelta del nucleare è una scelta inutile e dannosa. Soprattutto, costosa.

E chissà dove andranno a infilare le scorie nucleari. Non lo sapremo mai, ma questo non fa che aumentare le paure. Una ricerca dell’International Journal of Epidemiology dimostra come non soltanto le radiazioni nucleari causino cancri e leucemie, ma anche come siano dannose per la salute in generale. Fanno male soprattutto al cuore: il rischio di malattie cardiache è superiore di quello tumorale.

Quando e se le Centrali Nucleari Italiane saranno costruite, bisognerà sperare che non si ripetano episodi come quello de L’Aquila. Una sola centrale può causare una devastazione ben superiore a quella di centinaia di bombe atomiche. Riempire l’Italia di polvere da sparo sarebbe una soluzione più intelligente, ma il Governo non ci ha ancora pensato.

Tratto da: www.alternativeperilsocialismo.org

Foto: Vick

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Post correlati

avatarInserito da Assunta Caruso in data mag 1st, 2009 per la Rubrica Approfondimenti, Habitat e Ambiente, In evidenza. Foto:

Devi essere registrato per lasciare un commento Login

Pubblicità

Photo Gallery

Collegati / Advanced NewsPaper by Gabfire Themes
Creative Commons License Google PageRank Checker[Valid RSS]
Avanguardie.info di Alessio Viscardi è distribuito con Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Basato sul lavoro di www.avanguardie.org.
Registrazione presso il Tribunale di Napoli - n° 15 del 10/11/2009 Editore: Alternative per il Socialismo C.F. 95114940638Direttore responsabile: Alessio Viscardi